
Il Palazzo Ducale di Mantova è un insieme di edifici, realizzati tra l'inizio del Trecento e la metà del Seicento, periodo questo in cui declina la potenza del casato dei Gonzaga. L'insieme è costituito da circa 500 stanze e copre una superficie di circa 34.000 metri quadrati. Hanno contribuito alla realizzazione di questo complesso monumentale i più grandi artisti di ogni tempo, che i Gonzaga seppero richiamare al loro servizio per accrescere la magnificenza della loro reggia.
Castel San Giorgio, eretto nel 1395 da Bartolino da Novara, su commissione di Francesco I Gonzaga, presenta una mole quadrangolare austera ma elegante, alleggerita dalla fuga dei barbacani e dalle ampie merlature ghibelline. Alcuni elementi, come la torre priva di merlatura e i capitelli usati per gli archi che costituiscono una parte del cortile interno (con molta probabilità residui di un precedente edificio), indicano che Bartolino ha probabilmente operato su di una struttura già esistente. Fu Luca Fancelli nel 1459 a trasformare quest’opera difensiva in residenza signorile per conto di Ludovico II che vi si trasferì in occasione del Concilio voluto da papa Pio per bandire la crociata contro i turchi. Lo sfarzo del castello fu però opera del grande pittore Andrea Mantegna che qui dipinse il proprio più fulgido capolavoro.
La Camera degli Sposi è collocata nel torrione nord est del Castello di San Giorgio. Dipinta da Andrea Mantegna nell'arco di nove anni (dal 1465 al 1474 come è testimoniato, rispettivamente, da una scritta sullo sguincio della finestra est e dall'indicazione riportata sulla targa dorata con la quale l'artista dedica il suo lavoro ai marchesi di Mantova).