
Villa Foscari detta La Malcontenta è una villa veneta costruita da Andrea Palladio nel 1559 a Malcontenta, località in prossimità di Mira, lungo il Naviglio del Brenta, per i fratelli Nicolò e Alvise Foscari.
Dal 1973 è ritornata di proprietà, ed è tuttora abitata, dalla famiglia di Antonio "Tonci" Foscari e, nel rispetto della tradizione, l'edificio è tuttora privo illuminazione elettrica e vengono utilizzate essenzialmente le candele.
Secondo la leggenda, la villa deve il nome di Malcontenta a una dama di casa Foscari, relegata tra le sue mura in solitudine per scontare la pena per la sua condotta viziosa.
Ci sono però anche due versioni storiche:
per la prima: sembra che il luogo fosse così soprannominato già dal 1431, per ricordare lo scontento mostrato dagli abitanti di Padova e Piove di Sacco per la costruzione del Naviglio del Brenta;
per la seconda: ben trenta anni prima dell'atto di proprietà dei Foscari la zona si chiamava già Malcontenta, probalmente da "Brenta mal contenuta" perché il fiume straripava spesso.
La villa è una dimostrazione particolarmente efficace della maestria palladiana nell’ottenere effetti monumentali utilizzando materiali poveri, essenzialmente mattoni e intonaco. Come è ben visibile a causa del degrado delle superfici, tutta la villa è in mattoni, colonne comprese (tranne quegli elementi che è più agevole ricavare scolpendo la pietra: basi e capitelli), con un intonaco a marmorino che finge un paramento lapideo a bugnato gentile, sul modello di quello che compare talvolta sulla cella dei templi antichi.
La facciata posteriore è uno degli esiti più alti fra le realizzazioni palladiane, con un sistema di forature che rende leggibile la disposizione interna; si pensi alla parete della grande sala centrale voltata resa pressoché trasparente dalla finestra termale sovrapposta a una trifora. In quest’ultima è chiarissimo il rimando al prospetto di villa Madama di Raffaello, documentando un debito di conoscenza che Palladio non ammetterà mai direttamente.